The balance between asian and west art

Video Inter­vista con Hans Ulrich Obrist e Michele Casamon

Troppo spesso dietro al ter­mine glob­al­iz­zazione nascon­di­amo dif­ferenze e val­ori. Cam­bi­a­menti gen­er­azion­ali e nuove prospet­tive. Art Basel Hong Kong vede il cam­bi­a­mento nell’approccio all’arte asi­at­ica, obi­et­tivo di un nuovo collezion­ismo glob­ale e di un dial­ogo aperto con l’estetica euro­pea. Artisti e collezion­isti però scel­gono per­corsi diversi per arrivare a nuovi lin­guaggi, entrambi sec­ondo val­u­tazioni e rif­les­sioni deter­mi­nanti per l’epoca che vivi­amo. Hans Ulrich Obrist, Co-director of the Exhi­bi­tions and Pro­grammes e Direc­tor of Inter­na­tional Projects della Ser­pen­tine Gallery di Lon­dra e il gal­lerista Michele Casa­monti, Diret­tore di Tornabuoni Arte, rac­con­tano del nuovo collezion­ismo asi­atico, dell’importanza del con­fronto tra con­ti­nenti artis­tici e dell’iniziativa di alcune gal­lerie e di molti artisti che hanno dato il via a una ricerca par­al­lela tra cosa è Occi­dente e cosa è Ori­ente. Un’esperienza ancora tutta da vivere e definire.