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CARLOS GARAICOA @ Fon­dazione Merz — Il Palazzo delle Tre Storie

Car­los Garaicoa e la sua idea di architet­tura con­tem­po­ranea pren­dono forma in modi sem­pre dif­fer­enti e attra­verso mate­ri­ali diversi: dal tagliare diverse tipolo­gie di super­fici o met­alli, a fig­ure fatte di vetro, plas­tica e legno. Se ci si sof­ferma a guardare “Limpido, Bril­lante e Inutil” e “Pre­sente Pas­sato Futur­ismo” (2017) si può osser­vare come la trasfor­mazione delle città sia tanto più rimar­cata quanto più è pro­mossa la costruzione di nuovi edifici.

Carlos Garaicoa @ Fondazione Merz, Artissima 2017

Purtroppo, anche solo guardando al nos­tro stesso pas­sato, si può spesso par­lare di dis­truzioni e delitti, per­fet­ta­mente rap­p­re­sen­tati dall’opera “Sobre el bien y el mal se han escrito miles de pag­i­nas” (2017) nella quale una colomba bianca, posizion­ato a un estremo dell’opera, dopo una lunga tran­sizione, si trasforma in un’aquila nera. Il mes­sag­gio poten­tis­simo di “Abismo” (2017), invece, è stret­ta­mente con­nesso con l’idea dell’artista di città: rein­ventare e ricostru­ire, senza ripro­porre le architet­ture reali e con­cettuali del passato.