Jan De Cock

Jan De Cock è una delle fig­ure più illus­tri del Bel­gio nel campo delle arti visive. Fin dalle sue prime creazioni, affronta il tema della pro­duzione e il modo in cui un artista si pone in relazione al vasto e cul­tural­mente ini­et­tato con­cetto di modernismo

Il lavoro di Jan De Cock può essere definito come un’iniziativa che si estende nel tempo, e dove il pro­gresso è ottenuto dalla creazione di forme che gen­er­ano sig­ni­fi­cati fon­da­men­tali, oltre le nozioni estetiche di splen­dore. Jan De Cock costru­isce sis­temi intri­ca­mente com­pli­cati di asso­ci­azioni e fonti, come un mon­tag­gio di fram­menti. Ogni fram­mento entro un lavoro si riferisce ad un altro e con­tribuisce alla cos­ti­tuzione dell’operato come un intero.
 Jan De Cock appar­tiene a una lunga tradizione in cui l’arte non è vista come un gen­er­a­tore di vero sig­ni­fi­cato, bensì come un pro­dut­tore di dif­ferenze; la sua arte visu­al­izza alter­na­tive spin­gendo la lib­ertà del dis­corso estetico ai suoi lim­iti.
Lo sviluppo artis­tico di Jan De Cock legge come un’odissea, una ricerca di ‘forme’. Queste forme sono al con­tempo un’ideale super­fi­cie di proiezione o un sup­porto per il suo agile dis­corso intel­let­tuale e men­tale, e il ful­cro del suo lavoro.
Nel 2004 Deweer Gallery ha com­mis­sion­ato il lavoro ‘Denkmal 6AB’ di Jan De Cock, che è al con­tempo una scul­tura e l’ufficio dei col­lab­o­ra­tori della gal­le­ria. Nel 2006 Deweer Gallery ha prodotto sei tap­peti basati su dis­egni iso­metrici prospet­tivi dell’artista. E nel 2013 Deweer Gallery ha pre­sen­tato la mostra ‘Every­thing for you, Otegem’.
Il lavoro di Jan De Cock è stato pre­sen­tato in mostre per­son­ali al Tate Mod­ern Lon­don (2005), MoMA — Museum of Mod­ern Art, New York (2008) e più recen­te­mente al ‘Jacque­line Kennedy Onas­sis, A Roman­tic Exhi­bi­tion’ al Staatliche Kun­sthalle Baden-Baden (2012).

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