Dina Danish

Dina Dan­ish, di orig­ini egiziane, nasce a Parigi nel 1981 e vive e lavora attual­mente ad Ams­ter­dam. Il lavoro di Dina Dan­ish mette insieme la pre­oc­cu­pazione dell’arte con­cettuale riguardo al lin­guag­gio e la strut­tura, con l’interesse all’equivoco, il frain­tendi­mento, la super­stizione (Please Step in with your Right Foot, Please Step Out with your Left Foot, 2013). Le par­ti­co­lar­ità lin­guis­tiche, come il ritmo delle frasi, la pro­nun­cia delle parole, la bal­buzie, rap­p­re­sen­tano il mate­ri­ale per opere spesso assurde o casu­ali. Alcuni dei lavori dell’artista si basano sull’analisi appro­fon­dita di soggetti appar­ente­mente banali, come i chew­ing gum o gli scioglilin­gua. Il risul­tato finale ha quasi sem­pre un tono iron­ico e umoristico

Dina Danish portrait

Dina Dan­ish, ritratto

Dina Danish, Halim and the whistler, 2012

Dina Dan­ish, Halim and the whistler, 2012

Dina Dan­ish stu­dia presso l’American Uni­ver­sity del Cairo, con­segue il MFA al Cal­i­for­nia Col­lege of the Arts, San Fran­cisco nel 2008, e viene poi invi­tata al Rijk­sakademie Artist Res­i­dency ad Ams­ter­dam nel 2009, a ResO Fon­dazione Spin­ola Banna per l’Arte nel 2012 e a A.I.R. Dubai nel 2013.

Vincitrice del Curator’s Choice Celeste Prize, Roma 2012, Dina Dan­ish riceve il pre­mio “Illy Present Future Award” ad Artis­sima 18, Torino 2011 con il video Halim: The Dark Whistling Nightin­gale, 2011, il “Bar­clay Simp­son Award”, San Fran­cisco 2008 ed è final­ista per il “SECA Art Award”, SFMOMA, San Fran­cisco, 2007.

Dina Dan­ish nel 2013 parte­cipa alla Bien­nale Yogyakarta, Yogyakarta, IDN “Not A Dead End”, nello stesso anno espone presso De Ned­er­land­sche Bank, Ams­ter­dam “Four Friends Fought Furi­ously For The Phone” ed è invi­tata a parte­ci­pare al prog­etto SFMOMA & MOMA, San Fran­cisco, New York, “Cel­e­bra­tion of Pub­li­ca­tion: Artists and Edi­tions” un’edizione in scat­ola com­mis­sion­ata in onore di Steven Leiber e della sua car­ri­era come dealer, collezion­ista e edu­ca­tore, insieme ad altri 13 artisti con­tem­po­ranei di fama inter­nazionale: Tauba Auer­bach, Eli­sheva Bier­noff, Luke But­ler, Claude Closky, Sam Durant, Liam Everett, Ben Kin­mont, Colter Jacob­sen, Ruth Laskey, Adam McEwen, Dave Muller, Bruce Nau­man, Franz Erhard Walther.

Dina Dan­ish prende parte a diverse col­let­tive: “Bour­geois Left­overs”, De Appel Arts Cen­ter, Ams­ter­dam 2013, 
”To Scrap a pro­por­tion” Wil­fried Lentz Gallery, Rot­ter­dam 2013, “I Must Say That At First It Was Dif­fi­cult Work” a cura di Will Bradley, Kun­sthall Oslo, Norve­gia, 2010 e alla Bien­nale di Ams­ter­dam 2009, per il padiglione del Cairo.

I suoi lavori sono con­tenuti in collezioni impor­tanti quali: Nomas Foun­da­tion, Roma, SFMOMA, San Fran­cisco,
 MOMA, New York,
 Teix­eira de Fritas Col­lec­tion, Lisbona.

Gal­le­ria di rifer­i­mento: Spazio A, Pis­toia, Bar­bara Seiler, Zurigo

Collezioni: Nomas Foun­da­tion Roma, Nomas Foun­da­tion San Fran­cisco, MOMA, New York, Teix­eira de Fritas Col­lec­tion, Lis­bona

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