I grandi felini nell’arte di Robert Dallet

Hic sunt Leones” gri­da­vano, sec­ondo la tradizione, i romani per indi­care quelle zone ines­plo­rate dell’Africa che dai nobili felini erano popo­late. Hic fuerunt dovremmo, più pre­cisa­mente, dire. Le carte geogra­fiche del X sec­olo, che ripor­tano la dic­i­tura romana, con­ce­dono spazio all’immaginazione di luoghi vergini e pro­tetti, di una natura quasi ultra­ter­rena che tris­te­mente non è più. Una natura “forte e frag­ile” come il titolo della mostra che la Mai­son Her­mes ha voluto dedi­care a Robert Dal­let, illus­tra­tore e artista. La sua, una sto­ria d’amore per la natura e la fauna sel­vat­ica, in par­ti­co­lare per i grandi felini che non ha mai smesso di stu­di­are, osser­vare e, non ultimo, ritrarre. Ancora immerso in quella fasci­nazione infan­tile ma non per questo trascur­abile di un’Africa pri­mor­diale, Dal­let, dagli anni Set­tanta, fre­quenta quei luoghi per poter stu­di­are ancora più da vicino gli ani­mali e per­fezionare la sua tec­nica ritrat­tis­tica per arrivare alle def­i­nite illus­trazioni, acquerelli e acrilici, che gli hanno per­me­sso di real­iz­zare tanti libri (Parades et com­bats du monde ani­mal, Les ani­maux pré­da­teurs e Les Félins) e che oggi sono il cuore di questa mostra. Nel 1985, l’universo di Dal­let incon­tra quello di un altro vision­ario esteta, Jean-Louis Dumas, pres­i­dente della Mai­son Her­mes: di certo la tec­nica, i soggetti e il mondo intatto di Dal­let, d’altra parte, lo spir­ito avven­tur­oso e esotico della Mai­son, hanno dato il via a una col­lab­o­razione durata vent’anni e che ha prodotto ineguagli­a­bili carré i cui nomi, Kenya, Équa­teur, Jun­gle Love, La trêve de l’eau, Sichuan, e i soggetti, i ghep­ardi e i leoni così come i pap­pa­galli e i feni­cot­teri, ripor­tano a quelle mappe geogra­fiche medio­e­vali, a quando una parte di mondo doveva ancora essere scop­erta e faceva paura. Un tim­ore che è soprat­tutto rispetto, sen­ti­mento su cui Dal­let ha fondato la sua ricerca, col­lab­o­rando da sem­pre con numerosi prog­etti del WWF, e che oggi si può ancora sen­tire nei suoi dis­egni, nei suoi schizzi, che così bene rac­con­tato i grandi felini, la soli­tu­dine del leop­ardo delle nevi come l’attitudine sociev­ole del leone, la veloc­ità del ghep­ardo, il suo sguardo acuto o la bellezza del leop­ardo. Una mostra che si fa ricordo della ricerca di Dal­let, man­cato nel 2006, ma che non guarda al pas­sato, soste­nendo il prog­etto Pan­thera e il suo fonda­tore Thomas S. Kaplan, che oggi si batte per tute­lare tutti i felini del mondo nel pro­prio habi­tat. Se tra le luci sof­fuse e le pareti di un ele­gante blu, come la Mai­son Her­mes richiede, incan­tati dai pro­fondi occhi di una tigre asi­at­ica ci ricorder­emo che questo mondo è anche e soprat­tutto il loro, ecco, questa mostra avrà assolto il suo scopo e la matita di Dal­let sarà storia.

Forte e Frag­ile”
 I grandi felini nell’arte di Robert Dal­let
GAM – Gal­le­ria d’arte Mod­erna
Villa Reale
via Pale­stro, 16
Milano